Monday 20 January 2014

Il nuovo film di Scorsese,Leo DiCaprio fa record Dice 569 volte «fuck»

Cinquecentosessantanove sfumature di «fuck». Il nuovo film di Martin Scorsese (The Wolf of Wall Street, in Italia dal 23 gennaio) ha già battuto un record, mai così tante volte il termine, in tutte le sue declinazioni, era stato ripetuto: 569 variazioni di «fuck» in 179 minuti, che fa una ogni 20 secondi, per la precisione 3,18 al minuto. Considerando che qua e là non si parla, che ci sono intermezzi musicali, il film è anche un lungo flusso di quell’espressione nazionalpopolare americana che in Italia preferiamo nella forma della doppia zeta. DiCaprio & soci staccano nettamente S.O.S. Summer of Sam - Panico a New York (1999) dove Spike Lee si era fermato a 435 (media 3,06). Sull’ultimo gradino del podio, alla voce cinema & parolacce,Niente per bocca (1997) di Gary Oldman con 428 (media 3,34, fonte Wikipedia). In verità il primo posto spetterebbe al lungometraggio Fuck, che come dice il titolo ruota intorno al significato della parola in questione, ma si tratta di un documentario, non di un film. Per la statistica comunque il termine ricorre per 857 volte in 93 minuti (media siderale di 9,21).
La classifica dei film in cui ricorre la parola «fuck»
Ma a scandalizzare la platea di gran parte del mondo di cultura non occidentale non è solo il linguaggio verbale ma anche quello visivo. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo libro autobiografico di Jordan Belfort (interpretato da un DiCaprio strepitoso), uno dei broker di maggior successo nella storia di Wall Street, grazie a un modus operandi tanto cinico e illegale quanto efficace. Belfort è un teorico delle tre «esse» (soldi, sesso e stupefacenti) così il film è anche una lunga sequenza di scene di sesso (in molte variazioni: orge etero e gay, masturbazione, sesso orale, sadomaso, con prostitute e non) e droga (anche qua in parecchie sfumature: crack, cocaina, morfina, e quaalude, il farmaco preferito da Jordan Belfort, pasticche di metaqualone con azione allo stesso tempo sedativa-ipnotica e euforica).
CENSURE E TAGLI - Così, come riferisce Hollywood Reporter, Malesia e Nepal hanno deciso di vietare del tutto il film. A Singapore lo può vedere solo chi ha più di 21 anni. Negli Emirati Arabi hanno accettato (nel senso di tagliato con l’accetta) 45 minuti ritenuti troppo forti. In India sono state bannate l’orgia gay, una masturbazione pubblica, la scena in cui DiCaprio sniffa cocaina dal lato B di una prostituta, la frase «si sa, tutte le suore sono lesbiche» per rispetto della religione. In Libano niente scene di sesso gay. Ma anche negli Stati Uniti Scorsese si è visto limare qualcosa: i frame in cui DiCaprio si fa sfilare una candela accesa dal suo muscolo di appoggio (il suoderrière insomma) è stata ritenuta poco opportuna. La censura italiana, molto più libertina, invece ha apprezzato.
Corriere della Sera

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